Pensieri sulla mia condannata esplosività

L'altra sera, parlando con i miei genitori, mia madre ha fatto un'osservazione che... non so se mi convince troppo, franchissimamente, però riconosco che è quantomeno uno spunto di riflessione sensibile, da non buttare via:

Ha detto che le pare strano che io, continuamente, finisco a stare psicologicamente anche molto male per via di inconvenienti quotidiani sostanzialmente non gravi (per esempio, la corrente che se n'era andata... a quel punto non ancora continuamente, ma solo una volta, per inciso), anche se oggettivamente pallosi, ma di per sé non emozionalmente dolorosi...

Ovviamente, non è strano di per sé che io sia così, perché è un tratto dell'autismo ben noto (e, ahinoi, conosciuto personalmente da tutta la famiglia, per causa mia...) non solo l'elaborare le emozioni in maniera diversa, ma soprattutto il provare grande disagio per via di scassamenti nella routine, l'apparizione di nuovi fastidi nelle giornate che di base non ci sono, e così via... quindi, il punto, era più un altro:

Io sono purtroppo abbastanza convinta, per riassumere, di essere intrinsecamente condannata ad un'esistenza dolorosa ed incompleta — non per vera sfortuna, o perché penso di avere una brutta vita, che sono idee che a livello logico-oggettivo non posso assolutamente affermare, nonostante tutte le seccature che personalmente provo — per via della mia neurologia, sostanzialmente complicata e complicante, e che, ormai, devo semplicemente accettare per com'è, non essendoci sostanzialmente nulla da fare a questo punto... ma mia madre, invece, ritiene che non sia così.

Lei è convinta (a mio parere anche fin troppo, ma vabbè) che, se i praticamente 8 anni di varia psicoterapia (nello specifico CBT, credo) mi hanno oggettivamente aiutata ad essere molto meno scoppiata, sotto vari punti di vista relativamente alle parti schifose causate dal mio autismo ad alto funzionamento, che prima erano comunque molto più debilitanti, allora il farne di altra dovrebbe riuscire ad aiutarmi almeno un altro po'...

E su questo, io, per l'appunto, non sono convinta; ops. Ci sono alcuni miglioramenti nel mio profilo che devo ricondurre necessariamente alla psicoterapia, perché è la risposta più logica, ma per altri fattori ho come il sospetto che alcuni miglioramenti siano stati causati semplicemente dalla mia crescita, e il banale sviluppo naturale del mio cervello... mentre altri, addirittura, direi che da fuori sembrano migliorati solo perché ho inconsciamente imparato a mascherare molte cose; penso di aver raggiunto un fondamentale livello di limite della mia persona, per quanto tragico questo sia (vista anche la mia attuale incapacità di costruire e mantenere relazioni sociali profonde).

Boh, la risposta non ce l'ho, e a questo punto chissà se ce l'avrò mai... quindi, figuriamoci una soluzione, ma ormai le speranze le ho già perse da tempo. Questo non significa che mi arrendo da ora e per sempre a questo che vedo come mio tremendo destino, altrimenti francamente l'unica conclusione sensata secondo questa logica sarebbe il suicidio (e beh, non che io non l'abbia mai considerato...), quindi continuerò sempre a tentare, a fare cose, e a non abbattermi mai del tutto... e per inciso, sarei già da un mesetto in lista d'attesa per iniziare a fare della psicoterapia di nuovo, eh... ma, non riesco comunque ad intravedere alcun possibile margine di miglioramento in me.

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