Sogno di sabato 21 febbraio 2026
Ero nella mia scuola come al solito, un certo sabato mattina, ormai quasi verso le 13:30, ora di uscire... che è decisamente strano; non solo perché al mio liceo si è sempre usciti al massimo per le 13:10, ma perché ormai sono 3 anni che ho finito la scuola, quindi proprio non capisco cosa ci facessi lì in un tempo che era in teoria il presente della nostra realtà... ma fino a qui è ancora quasi tutto normale, in confronto a tutto il resto.
<!-- ... cioè, normale non tanto, perché già poco prima erano successe delle cose minori a dir poco allucinanti in quel posto, ma non è questo il punto -->
Già prima, in quella classe — tra l'altro, coi banchi stranamente molto claustrofobici verticalmente e a tratti proprio attaccati orizzontalmente... roba con un potenziale di comunella terribile, che nemmeno alle elementari ci permettevano di stare così, quindi chissà che è successo lì — erano successe cose incomprensibili che ora in parte non ricordo, e in parte è meglio non ricordare... ma, il picco dello stupore c'è stato appunto alla fine della mattina...
Per qualche motivo imposto dall'universo, lì, nella mia classe, solo quel giorno, oltre alla solita gente che nemmeno distinguevo, c'era _A._ L'ho notata solo alla fine della giornata, quindi non so se fosse stata già lì tutto il tempo, e io troppo distratta dalle rogne delle ore appena passata per farci caso... o se si fosse per magia materializzata in quel momento, apposta per incontrarmi ed accompagnarmi fuori, o qualcosa del genere decisamente surreale.
Non sono veramente riuscita a capire cosa ci facesse lì e perché, tuttavia... Parlavamo in inglese, quindi mi pare ovvio che, come nella realtà, non sapesse minimamente l'italiano, non vivendo giustamente in Italia ma tutt'altra parte d'Europa... ma, allora, che cosa ci faceva in una scuola superiore italiana, e per giunta in una città sfigata dell'alta terronia come la mia? Lei mi ha spiegato che praticamente verrebbe lì il sabato... ma allora come ho fatto a non notarla mai?; e, soprattutto, perché mai solo il sabato e non anche gli altri giorni; che senso ha venire a questo punto???
Risposte in più, purtroppo, non ne ho avute... e non so se lei volesse coscientemente non rivelarmi chissà che dettagli per me troppo importanti, o se, ancora una volta, è stata solo controllata suo malgrado dal tiranno universo, una semplice marionetta in mano del fato per far disperare me... Ma, che effettivamente non vivesse proprio lì era chiaro, comunque... e non solo dal non parlare italiano, ma anche dal fatto che stesse in un hotel.
Non ricordo se siamo uscite da scuola tenendoci le manine... _aiuto, quanto sono cucinata..._ ma, subito dopo, siamo andate appunto a questo hotel, che ho ancora meno idea da dove fosse uscito fuori. Era un coso gigante altissimo, con ascensori strani velocissimi per arrivare fino in cima, chissà quanti piani, e uno stile futuristico irreale; roba che, se già al di fuori di Dubai non credo si trovi, figuriamoci nella mia misera città (e, infatti, non ho avuto neanche bene l'idea della collocazione spaziale).
A questo punto, anche la collocazione temporale, comunque, che fino a prima era bene o male comprensibile (e in parte stupefacente, forse, essendo il sogno ambientato di un sabato, e io proprio di sabato mattina ero a letto a viverlo) se n'è andata per i fatti suoi... Perché, tra provare a salire in quell'hotel, dove a quanto pare la sicurezza si ostinava a non far entrare visitatori di loro ospiti senza pagare (si discrimina sempre, contro me povera squattrinata...), l'ambientazione è passata di colpo alla notte senza che io nemmeno mi accorgessi affatto del tempo...
Comunque, il tutto è finito in maniera tanto anti-climatica quanto agrodolce. Io ed _A._ siamo passate per altri ascensori sempre strani, tutti di vetro, per provare a riuscire a passare, arrivando alla fine alla sua stanza nell'albergo... e, nel mentre che lì c'erano altre due persone completamente casuali e irriconoscibili uscite chissà da dove, abbiamo giocato a Mario Kart, mentre quelli facevano non so cosa... dormire o stare giusto lì per farlo, ho il sospetto, non dicendo una parola ed essendo la stanza stata lasciata praticamente al buio.
Ed il tutto, infine, si è interrotto così: con i miei dubbi ancora completamente non fugati — cosa che mi ha fatto rimanere male lì per lì, non sapendo fosse un sogno e quindi non dando per scontato che la segretezza sulla realtà delle cose fosse semplicemente un trucco del mio stupido cervello per non far crollare tutto ai primi buchi di narrativa — nessuna scena a seguire, e io boh... abbandonata a me stessa, dopo il mio risveglio, dalla mattina alla notte nel sogno e poi dalla notte alla mattina ritornata nella realtà, di nuovo sola... avendo passato del tempo con _A._ di tutte le persone, che chi se lo poteva mai immaginare, ma è tutto finto, quindi che tristezza. Carino, in un certo senso, ma a che costo...
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