Riflessioni miste da Sei personaggi in cerca d'autore
Leggendo con calmo gusto il libro del grande Luigi Sei personaggi in cerca d'autore, che mia madre mi ha regalato a casaccio dopo essere passata una sera o una mattina in libreria (già ho dimenticato il momento, pazzesco...), escono davvero parecchie riflessioni su passaggi più o meno bizzarri... me le annoterò qui. 💝
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> Ora bisogna sapere che a me non è mai bastato rappresentare una figura d’uomo o di donna, per quanto speciale e caratteristica, per il solo gusto di rappresentarla; narrare una particolar vicenda, gaja o triste, per il solo gusto di narrarla; descrivere un paesaggio per il solo gusto di descriverlo.
Ci sono certi scrittori (e non pochi) che hanno questo gusto e, paghi, non cercano altro. Sono scrittori di natura piú propriamente storica.
Ma ve ne sono altri che, oltre questo gusto, sentono un piú profondo bisogno spirituale, per cui non ammettono figure, vicende, paesaggi che non s’imbevano, per cosí dire, d’un particolar senso della vita, e non acquistino con esso un valore universale. Sono scrittori di natura piú propriamente filosofica.
**Io ho la disgrazia d’appartenere a questi ultimi.**
Qui è ancora la prefazione (che è un po' lunghetta in totale, onestamente...), ma devo dire che Pirandello è proprio realissimo... cioè, sento che quello che lui prova è proprio quello che sento anche io: non riuscire a scrivere solo per il gusto di accumulare parole, bensì riuscire solo ad accumulare parole per soddisfare l'esigenza di raccontare il profondo...
Sarà forse questa la causa del perché, in combutta con le mie enormi difficoltà nelle funzioni esecutive, che mi impediscono il raggiungimento di obiettivi smisurati, non riesco sostanzialmente mai a scrivere narrativa che non sia strettamente della mia stessa vita quotidiana? In questo, ovviamente, la mia testa sotto i piedi del signor Luigi, che non è un blogger da 4 soldi come me, bensì uno che ha scritto davvero... però credo che di fondo ci sia connessione tra noi due, per questo, non so.
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> Intanto dalla porta del palcoscenico cominceranno a venire gli Attori della Compagnia, uomini e donne, prima uno, poi un altro, poi due insieme, a piacere: nove o dieci, quanti si suppone che debbano prender parte alle prove della **commedia di Pirandello Il giuoco delle parti**, segnata all’ordine del giorno.
Questa è una chicca oggettivamente stupida, ma mi ha stupita... Dentro il teatro che si racconta in questa storia del Pirandello, gli attori sarebbero intenti a recitare proprio una commedia di Pirandello... un'altra, prima che inizi quella che è questo libro in sé, che è una roba semplicemente così meta... Luigi ha fatto una mossa autoreferenziale come non ne avrei mai immaginate di possibili, francamente.
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> `il capocomico (alla Prima Attrice)` Lei dunque è di scena?
> `la prima attrice` Io, nossignore.
> `il capocomico (seccato)` E allora si levi, santo Dio!
Il capocomico mi fa davvero morire... si vede che è capo dei comici, si potrebbe quasi dire, anche se la sua intenzione non era affatto di far ridere. Già qui, alle primissime battute, si infastidisce così tanto, e risponde sempre con questo tono così scontroso ad ogni persona seccante e ad ogni minimo fastidio, che devo riconoscerlo come fratello spirituale ad honorem...
(Anche se io ormai cerco di essere sempre magica e scintillante, quindi in genere faccio il possibile per non essere scorbutica... quindi qui, più che pura connessione, ci vedo forse quasi un minimo di invidia, da parte mia... forse sarei meno costantemente scoppiata dentro se mi permettessi di esserlo più fuori, non so; però mi dispiacerebbe molto.)
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> `il suggeritore (leggendo c. s.)` «Al levarsi della tela, Leone Gala, con berretto da cuoco e grembiule, è intento a sbattere con un mestolino di legno un uovo in una ciotola. Filippo ne sbatte un altro, parato anche lui da cuoco. Guido Venanzi ascolta, seduto».
> `il primo attore (al Capocomico)` Ma scusi, mi devo mettere proprio il berretto da cuoco in capo?
> `il capocomico (urtato dall’osservazione)` Mi pare! Se sta scritto lí! (Indicherà il copione).
> `il primo attore` Ma è ridicolo, scusi!
> `il capocomico (balzando in piedi sulle furie)` «Ridicolo! ridicolo!» Che vuole che le faccia io se dalla Francia non ci viene piú una buona commedia, e ci siamo ridotti a mettere in iscena commedie di Pirandello, che chi l’intende è bravo, fatte apposta di maniera che né attori né critici né pubblico ne restino mai contenti? [...]
L'apparizione di Pirandello in generale nella storia è una sorpresa, ma questo qui è tutto un altro livello... praticamente si è insultato da solo, qui, facendo dire al capocomico che sostanzialmente le sue commedie sono se va bene incomprensibili, ma altrimenti addirittura deludenti!
Fa specialmente ridere perché, seppur io di roba sua non abbia letto praticamente niente prima di questo librino, e abbia visto solo una rappresentazione a teatro di un suo romanzo, devo già ovviamente riconoscere che la realtà è il contrario: questa stessa commedia ne sta essendo la prova. (E quindi, complimenti a lui per l'autoironia... sicuramente la fa meglio di me, insomma.)
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