Astinenza asimmetrica

Nei momenti in cui mi ricordo che, nonostante tutto, il mio corpo ha per i miei gusti troppi pochi segni di dolore addosso (anche perché le mie cicatrici permanenti sono oggettivamente piccole e poche, ma comunque io necessito vedere segni più vivi), nello specifico una cosa che assolutamente non mi piace è l'asimmetria che si va ciclicamente a formare, cambiando solo di stato e livello, ma non in senso concettuale assolutamente percepibile, tra la disposizione dei miei tagli sui miei diversi arti...

Questo succede in parte naturalmente, perché non mi faccio male letteralmente tutti i giorni — e, in particolare, cerco di evitare se non ho una vera voglia guidata da ragioni magiche; anche perché, se non lo faccio, e cedo alle urge solo per silenziare il rumore nella mia testa, poi ci sto male — e, quando lo faccio, faccio giusto qualcosina, localizzato in genere a non più di una certa area limitata di un arto alla volta, e quindi ogni sessione singola è intrinsecamente asimmetrica... Ma, la cosa diventa particolarmente evidente quando lascio stare in particolare una delle mie due braccia per un tot.

Qui, per esempio, ad ora, il mio avambraccio sinistro è diventato spiacevolmente pulito, perché in particolare l'ho dovuto lasciar stare per qualche settimana, non volendo rogne durante il mio ultimissimo prelievo del sangue... e, se già mi dà una sensazione di incompletezza di per sé, a guardarlo così, senza linee rosse in assoluto, affiancato al destro è proprio evidente. (E, a dire il vero, pure il destro ad ora è troppo pulito per i miei gusti, ugh... ma non è questo il punto ora.)

Questo è qualcosa che ormai ho compreso consciamente, e ci penso, ma in realtà la necessità di simmetria per le mie ferite — e non necessariamente in senso di perfezione geometrica, per essere chiara, ma giusto di quantità e, per così dire, per mancanza di un termine migliore, vibe — mi viene proprio da più dentro, involontariamente... Perché è da quando iniziai a tagliarmi, a quei tempi in cui lo facevo e basta senza rifletterci più di tanto come invece faccio ora, che ho preso l'abitudine totalmente inconscia di alternare le braccia ad ogni sessione o quasi, per tenerle tutte e due più o meno allo stesso livello di rovina corrente; e, infatti, le mie cicatrici storiche riflettono questa regola.

La morale della favola qui è certamente che, per me, come a molte delle persone come me, i segni in generale non bastano mai, ops... Ma, invece, credo che questa propensione per la simmetria sia più un tratto speciale mio, probabilmente derivato dal mio autismo, che insomma... non è qualcosa di cui dovrei andare fiera, vista tutta la tragicità del contesto, però è comunque una mia particolarità, e quindi, anche se all'atto pratico mi causa qualche fastidio (ulteriori paturnie su qualcosa che già ne causa fin troppe), non riesco a dire di esserne propriamente triste... però, questa asimmetria la dovrò risolvere al più presto.

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