Per l'ennesima volta, mi sono tagliata ancora.

Alla fine, è successo di nuovo... l'ho rifatto di nuovo... ho ceduto un'altra volta ai miei peggiori istinti. Qualcuno aveva per caso dubbi? Io, forse, qualche vaga speranza che sarebbe andata diversamente, almeno questa volta, che però si è rivelata nuovamente del tutto malriposta... perché, in fondo, non sono minimamente forte quanto sembro; o, forse, quanto vorrei far sembrare, quanto vorrei davvero essere.

A nulla è servito provare a distrarmi consciamente dal desiderio, ed a nulla è servito provare a distaccarmi da esso, tramutandolo in parole difficili che ho scritto sul blog con l'idea di svuotare la mia mente... Alla fine, il momento previsto dal fato è comunque arrivato, e io non ho potuto fare altro che agire come ormai mi viene incosciamente, quasi contro il mio stesso volere: ho dovuto tagliarmi.

La tensione, che ha avuto solo modo di crescere, come sa ogni volta fare fin troppo bene, era ormai diventata troppa, e a questo punto volevo solo farla sparire; avere almeno un po' di pace, per un attimo, anche se amara e dolorosa. Avrei potuto provare ad addormentarmi, o almeno così ho provato a convincermi per qualche istante... ma in fondo so che non ci sarei riuscita, e che provarci non avrebbe fatto altro che aumentare ancora di più la tensione, rendendo solo più inevitabile il seguito, e più pesante la mia sofferenza.

Quindi, mi sono decisa a smettere di temporeggiare inutilmente oltre ciò che ormai non dipende più da me, e ho preso il taglierino. Era rimasto nel mio astuccio, ancora sul comodino, dall'uso della notte appena precedente, senza essere stato nemmeno adeguatamente ripulito, affianco ad un fazzoletto sporco di sangue dentro e fuori... tutti dettagli che, insieme come in combutta contro di me, mi hanno immediatamente ricordato quanto sono incorreggibilmente terribile, ancor prima di ripetere il gesto per questa ennesima e non ultima volta.

Ormai non era più il momento di esitare... e quindi, con un sentimento che non so se a questo punto fosse più decisione o rassegnazione, ho abbassato la manica, ho piazzato il telefono in modo da vederci almeno qualcosa... e ho iniziato a tracciare inesorabile una linea... uscitami per giunta alquanto storta. E, per i brevissimi momenti a seguire, la mia realtà è cambiata drasticamente.

Stavolta non c'era alcuna magia, nessun sottotono mistico come invece al mio solito cerco spasmodicamente... nessun significato speciale, se non addirittura proprio nessun significato. Volevo solo smettere di patire per un po', far evaporare per qualche attimo i miei stupidi crucci... far scorrere i miei incomprensibili tormenti via sulla pelle del braccio, con ogni gocciolina di sangue persa ad alleggerire il mio spirito secondo un meccanismo ahimè non replicabile in nessun altro modo.

Non volevo fare niente di unico stavolta, e non volevo davvero fare molti danni, quindi ho tagliato una sola linea... che, anche se ho ritracciato più e più volte, è rimasta completamente superficiale; forse perché ho appena sfiorato la lama, tutte quelle volte, ma onestamente nemmeno me lo ricordo. Così come non ho idea di come abbiano fatto 15 interi minuti a passare in un attimo dall'inizio alla fine pure in tale stato, in cui non volevo veramente farmi tutto ciò... ma eppure mi è inevitabilmente piaciuto, ed il tempo si è sciolto assieme alla mia angoscia, diventando nella mia mente 5 volte più piccolo.

Se non il durante, però, quello che ricordo perfettamente è stato il dopo. Mi sono fermata solo quando ho iniziato a sentire effettivamente abbastanza dolore sul mio corpo, anche se neppure troppo... una sensazione come sempre infinitamente liberatoria, ma stavolta contemporaneamente anche parecchio avvilente. Solo in quel momento sono ritornata alla realtà e ho realizzato cosa era allora effettivamente accaduto: per l'ennesima volta, anche se poco, ho violentato il mio stesso corpo per nessun vero buon motivo; solo perché non sono in grado di controllare le mie emozioni, nonostante le bugie che mi racconto.

Non mentirò sul fatto che mi sono sentita pesantemente sconfitta, incapace, e colpevole. Mi sono fatta di nuovo male dopo nemmeno 24 ore dall'ultima volta, quando nemmeno volevo effettivamente farlo, che è semplicemente imbarazzante. La tranquillità mentale, assieme alla calma, mi ha portato un senso di tristezza inspiegabile quasi più grande, per cui, anche qui per probabilmente non pochi minuti, non potevo credere di aver un'altra volta ferito gratuitamente me stessa, la persona a cui più dovrei volere bene... e a cui, in fondo, bene lo voglio davvero, altrimenti difficilmente mi porrei di questi problemi.

Ma, beh, purtroppo, ancora una volta, non c'è proprio nulla da fare. Consciamente lo so di non avere colpe; non ho deciso io di essere una persona così fragile e rotta, e non ho desiderato io di prendere questo vizio, figuriamoci riprenderlo dopo anni... e certo, in altri momenti magari scelgo consciamente e volontariamente di farlo, ma sempre per via di un bisogno malato che ho dentro, e che non posso scalfire. Non poteva andare diversamente stavolta, e non potrà farlo in futuro... ma, almeno, posso perdonarmi ed evitare di tenere rancore contro di me, che è già un passo avanti.

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